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COMUNICATO STAMPA SIMPE

17/4/2018
Mamma ho perso il pediatra

 Mamma ho perso il pediatra”. E’ questo lo slogan lanciato da SIMPE – Società Italiana Medici Pediatri. Intervista a Giuseppe Mele, Presidente Nazionale SIMPE.

 

Dott. Mele, la carenza di pediatri in Italia diviene sempre più evidente e molti si interrogano su come risolvere questa emergenza. Cosa dicono i dati in vostro possesso?

Purtroppo i dati in nostro possesso sono molto preoccupanti. Uno studio condotto dal Centro Studi SIMPE ha infatti evidenziato che il numero dei Pediatri di Famiglia che andranno in pensione nel periodo 2014-2023 è stimato in 3313 unità e che solo 464 specializzandi all’anno prendono la convenzione. Ne consegue che nel 2023 si avrà un deficit pari a -2849 unità.

 

Cosa pensa della proposta pubblicata a firma di Alberto Villani, Presidente SIP?

Credo che Alberto Villani, al di là dei contenuti della sua proposta, abbia il merito di aver smosso le acque con un comunicato che ha avuto ampia risonanza su tutto il territorio nazionale e tra tutte le società scientifiche di rappresentanza della pediatria. Si tratta di una emergenza che investe l’intera area pediatrica e che quindi non può essere sottaciuta, in particolare da chi ha da sempre dimostrato la sua autorevolezza nel settore. Spetta ora alle altre società scientifiche ed alle organizzazioni sindacali di categoria comporre un tavolo in cui discutere e condividere proposte e strategie e da cui far emergere un fronte unico a difesa dell’assistenza pediatrica tutta.  

 

Come si propone la SIMPE, Società Italiana Medici Pediatri, che lei rappresenta, in termini strategici rispetto alla carenza di pediatri di famiglia in Italia?

La nostra idea è molto vicina a quella lanciata dall’ENPAM e intorno a cui si sta sviluppando un dibattito che coinvolgerà tutti gli attori della medicina territoriale, e che consiste nel permettere al medico che abbia raggiunto i requisiti per il pensionamento anticipato l’opportunità di condividere l’ambulatorio e i propri assistiti con un giovane collega. La diminuzione dell’attività professionale, e quindi del reddito percepito da parte del titolare delle scelte, verrebbe bilanciata dall’intervento dell’ENPAM attraverso l’Anticipo della prestazione previdenziale (App).

Nei fatti l’App rappresenterebbe un incentivo al part-time, in quanto sarebbe possibile beneficiare di una rendita pari al 50 per cento della pensione maturata pur proseguendo la propria attività.

In questo scenario, la retribuzione “risparmiata” dalla Asl potrebbe andare verso un giovane collega che partecipa all’assistenza della stessa platea di assistiti. Questo significa che per ogni medico titolare delle scelte che aderisse all’App si creerebbe un posto di lavoro.

 

Ritiene si tratti di aspetti che debbono essere affrontati in sede di discussione dell’ACN della pediatria di famiglia, peraltro ormai vicino alla conclusione del suo iter di rinnovo?

Ovviamente spetta al comparto sindacale affrontare questo tema nelle competenti sedi di discussione. In questo momento è l’intero sistema di assistenza pediatrica che va sostenuto e difeso. Ribadisco dunque la creazione di un tavolo di discussione condiviso in cui sindacato e società scientifiche possano creare un fronte comune per ridurre questa annosa emergenza.

 

La ringrazio per il suo contributo. 

 

A cura dell’ Ufficio Stampa SIMPE

 





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